| E' tutto in quella foto... | |||||
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Tutto quello che volevo e vorrei ancora dire, è in questa foto. E ringrazio di cuore chi l'ha fatta per aver fermato un attimo che ricorderò per sempre.
Dopo 3 anni consecutivi in cui ho vissuto questo evento da dietro l'obiettivo, cercando di esprimere con le immagini quanto si poteva raccogliere da un'iniziativa del genere, è arrivato il momento di viverlo da dentro: dopo il mio ritorno alla corsa, questa è stata la prima gara da mettere in calendario. Nessuna velleità se non quella di essere alla partenza e di scalare la montagna con l'unica missione di arrivare al faro (è questo pensiero che ha ispirato la mia ultima interpretazione della gara http://www.livornoteam.it/livornoteam/download/monteserra.2009.exe ). E così, metro su metro, tornante dopo tornante, ho intrapreso il faticoso compito di percorrere quella salita che porta a destinazione: ho fissato, per una volta sono con gli occhi e senza ricorrere all'ausilio di schede di memoria, ogni singolo scorcio nonostante mi fosse molto familiare.
A dispetto della fatica, non ho mancato di allungare lo sguardo sul tabernacolo che si incontra a circa metà percorso, sugli spazi di visuale che si aprono in uno spiraglio di vegetazione, oppure sul crocifisso su uno degli ultimi, durissimi, tornanti, e poi su quel fitto intreccio di rami secchi che ti avvolge da un certo punto in poi quasi volesse tirarti fino in vetta con i suoi tentacoli.
Il sogno si sta avverando, i chilometri - seppure durissimi - passano in fretta e mi trovo a poche centinaia di metri dal traguardo, si sentono in lontananza le voci che incitano calorosamente tutti i coraggiosi che, a poco a poco, fanno capolino; il loro appassionato sostegno è una vera sferzata di energia per affrontare il tratto più duro di tutto il tracciato, ma anche più prezioso: le rampe che portano al faro. Sono passi pesanti quelli per arrivare fin lassù, col busto in avanti per bilanciare la pendenza importante. Manca davvero poco... Uno squarcio di cielo si apre non appena ho la forza di tirare su la testa ed i passi ormai non fanno più rumore: ce l'ho fatta! Un bacio al cielo prima di salire ancora una volta al sacrario a rendere omaggio ai 44 caduti. Un pensiero particolare per Lorella e Carlo, familiari delle vittime, che ho avuto il piacere di conoscere più da vicino e coi quali condivido sempre questa giornata.
Non so con quali mezzi salirò fin qui il prossimo anno: che sia in sella ad una moto o calzando le scarpe da corsa, so soltanto che CI SARO'. Belinda |
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